SVE a Frattamaggiore

Ciao! Siamo Anita, Nitcsi, Sandra e Wirginia. Quattro ragazze da quattro paesi differenti: Germania, Ungheria, Francia e Polonia. Facciamo il Servizio Volontario Europeo (SVE) per Cantiere Giovani a Frattamaggiore per 9 mesi. Siamo arrivate i primi di ottobre e abbiamo già scoperto qualcosa sulla regione Campania.

Nitcsi, Wirginia, Anita e Sandra

Nitcsi, Wirginia, Anita e Sandra

Una delle prime cose che ci ha sorpreso è stato il traffico, che ci è sembrato pazzo. Pare che per strada tutto sia possibile. Attraversare la strada è come un’ avventura ogni volta. Quasi ogni macchina ha una cicatrice del incontro con un’altra macchina o uno dei tanti scooter. Abbiamo anche notato che spesso, non si allacciano le cinture di sicurezza nelle macchine. Abbiamo osservato la spazzatura: è dappertutto, sulle strade, davanti le case, sull’autostrada etc.
Una cosa che ci piace molto è l’espansività e la gentilezza della gente. In effetti molte persone ci parlano e ci fanno domande.
Ci piace anche che tante persone girino per strada non solo per andare a lavoro o da qualche parte, ma anche solo per fare una passeggiata,  ma ci ha sorpreso che fuori ci siano più uomini che donne. Gli italiani adorano il caffè, lo bevono tante volte al giorno! Il caffè qui non è come nei nostri paesi. È molto piccolo e forte di gusto. Il cibo e le bevande napoletane sono deliziosi: abbiamo assaggiato il babà, la pizza, le melanzane a funghetti, i friarielli,  la parmigiana rossa, il caffè del nonno e altre cose… mhhhh…!
Per noi è stata una novità che i negozi siano chiusi dalle 13:30 alle 16:00, proprio quando abbiamo del tempo libero e vorremmo andare a fare shopping.
In questo periodo il nostro italiano è migliorato ma il napoletano è sempre un mistero per noi. Per la gente, qui, molti tradizioni sono importanti e ci sono tante chiese. I santi sono dappertutto, in particolare Padre Pio.

Siamo impressionate dai luoghi pieni di storia e le città antiche. La zona qui è bellissima e non vediamo l’ora di scoprire tante nuove cose. Queste ultime settimane sono state molto eccitanti per noi, e speriamo che i prossimi mesi siano ancora più straordinari.

Workcamp in Marocco

Nel 2008 ho realizzato un workcamp a Rabat (Marocco) di due settimane organizzato da CSM ( Chantiers Sociaux Marocains).

Il progetto prevedeva la ricostruzione di una scuola, i lavori venivano eseguiti al mattino, seguendo le direttive dell’organizzazione, lavoravo con altri volontari, ma spesso si univano anche ragazzi del posto creando così una forte sinergia.

La ricostruzione era ciclica, ovvero, ogni due settimane c’era un ricambio di volontari. Partecipare ad un workcamp non è come dare il proprio contributo ad un’asta di beneficenza o prendere parola ad un convegno discutendo di problemi sociali, è tutt’altro, ti da la sensazione di fornire CONCRETAMENTE il tuo aiuto in maniera efficace.

Il pomeriggio era dedicato al riposo, ma la maggior parte delle volte si trasformava in momento di aggregazione, si condividevano le proprie esperienze e in questo clima arcobaleno, fatto di volontari provenienti da diversi Paesi e popolazione autoctona, si instauravano dei veri rapporti di amicizia, ad esempio, mantengo ancora vivo il ricordo di un’antropologa olandese e un’archeologa australiana.

Si parlava prettamente in inglese, ma alcune volte la comunicazione non verbale la faceva da padrona, perché le emozioni, in questi casi, prendevano il sopravvento sui lavori faticosi e stancanti.

Inoltre ho anche avuto modo di realizzare delle escursioni molto singolari, toccando con mano la cultura marocchina, alloggiando in casa di nativi beneficiando della loro ospitalità.

A distanza di tre anni avrei il desiderio di ritornare in quel posto per vedere ricostruita quella scuola che oggi ha modo di ospitare giovani che hanno voglia di costruire il loro futuro.

Ma alla fine di quest’esperienza penso che un posto vale l’altro, quello che realmente conta è il clima che si respira realizzando un workcamp…e sono sicuro che lascerà un segno indelebile!

Sirio

Workcamp a Viterbo – Giugno 2011

I Volontari sono tutti arrivati nella giornata di venerdì 17 giugno alla stazione di Viterbo Porta Romana.
Dopo un primo momento di sistemazione nella residenza, gestita dalle piccole suore della Sacra Famiglia, è cominciato il primo tour del centro storico di Viterbo con i membri dell’associazione ‘la tana degli orchi’.
Il centro storico è bellissimo ben conservato interamente circondato da mura medievali. La gente del posto si è dimostrata accogliente ed interessata alla nostra presenza.
I volontari hanno lavorato a stretto contatto con i collaboratori dell’associazione LUDICA, i quali sono energici e ogni anno da ormai 11 anni si mettono in gioco in prima persona, essendo tutti teatranti e figuranti, organizzano gli spettacoli ma anche e soprattutto costruendo (fisicamente) il festival e montando tutte le impalcature , che sono tutte in legno per dare un tono più medievale.
I Volontari hanno contribuito a montare impalcature, dipingere cartelloni, legare insieme i pali, trasportare cose e scatoloni da una parte all’altra del centro storico.
Durante la parata del primo giorno del festival si sono vestiti a tema e hanno partecipato alla parata medievale.
Il giorno successivo c’è stata una giornata di escursione a Roma con visita delle principali attrazioni turistiche.
durante tutti i pomeriggi, i volontari hanno aiutato a rendere il centro di Viterbo ancora più incantevole.
Oltre all’escursione a Roma, i ragazzi hanno visitato anche Tarquinia e Tuscania.
Il momento più divertente è sicuramente stato quello della grande battaglia finale.

ELISA